RUBRICA: Flora Apistica del Monte Cònero (AN) – pt. 2
Clematis vitalba L.
P lian – Euro-caucas.
Molto comune negli incolti e nelle siepi tra i coltivi. Visite rare per averne nettare (r), in tarda e prima mattina; rare anche per il polline (r), in prima mattina.
Brometo: è poco comune. Scarso interesse per il nettare (1), nella prima mattina.
E’ poco comune anche nelle rupi esterne alla macchia mediterranea. Visite rare per la raccolta del nettare (r) nella tarda mattinata. L’osservazione disponibile è stata effettuata in inizio fioritura (++0).
Contribuisce con il 3,91% al raccolto medio di miele del Cònero.
Ranunculus bulbosus L. subsp. aleae
H scap – Euras.
La specie è poco comune nei prati della vegetazione a coltivi. L’appetibilità è discreta per il nettare ed il polline (3) nella tarda mattina, ma solo per la prima parte della fioritura, cadendo poi a zero.
Ranunculus ficaria L. subsp. ficaria
G bulb/H scap – Eurasiat.
Nella vegetazione a coltivi è comune in erbai e campi abbandonati. Presenta una appetibilità scarsa, sia per il nettare che per il polline (1). Và segnalato che è la prima specie a fornire un raccolto alle api, durante le primissime giornate di sole, ancora in pieno inverno. Le ore di visita son quelle della tarda mattina (Fig. 14).
LAURACEAE
Laurus nobilis L.
P caesp (P scap) – Steno-Medit.
Il lauro è sporadico negli incolti esterni alla macchia. Appetibilità per il nettare ed il polline normale (2) nelle ore più calde. Il dato si riferisce però all’unica osservazione disponibile, in fine fioritura (0++).
PAPAVERACEAE
Papaver rhoeas L. subsp. rhoeas
T scap – E-Medit. (Archeofita?)
Infesta comunemente le colture. Rivela una discreta appetibilità per il polline (3) nella prima mattina.
Papaver rhoeas L. subsp. strigosum
T scap – E-Medit.
Eguale interesse apistico che per P. rhoeas rhoeas.
Fumaria officinalis L. subsp. officinalis
T scap – Paleotemp., ora subcosmop.
Nell’incolto ai bordi della macchia è poco frequente. Nelle ore tarde della mattinata qualche bottinatrice di nettare vi si posa raramente (r).
CRUCIFERAE
Alliaria petiolata (M. Bieb.) Cavara et Grande
H bienn – Paleotemp.
Poco frequente negli incolti tra un campo e l’altro. Osservata una scarsa affluenza di bottinatrici per il nettare (1) nella tarda mattina.
Lepidium graminifolium L. subsp. graminifolium
H scap – Euri-Medit.
Nella fascia coltivata la si incontra sporadicamente al margine dei campi. Raramente vi si scorge una bottinatrice di nettare e di polline (r) nelle ore più calde.
Lepidium draba L. subsp. draba
G rhiz/H scap – Medit.-Turan.
Capita di scorgerla poco di frequente e al limite di vigneti. Le visite, per la raccolta del nettare, sono rare (r) ed in prima mattina.
Diplotaxix erucoides (L.) DC. subsp. erucoides
T scap – W-Medit. (Steno)
Comune nella fascia coltivata, in modo particolare nelle vigne. Appetibilità discreta per il nettare (3) e normale per il polline (2) nella tarda mattinata. In effetti durante la Primavera l’interesse è discreto per il nettare ed il polline (3) nella tarda mattina, mentre in Autunno è normale per il nettare (2) e quasi normale per il polline (2), sempre in tarda mattina. E’ una fioritura continua durante l’anno, tranne d’inverno. Ha due massimi d’intensità, in Primavera ed Autunno, con un minimo d’Estate. Poiché il novanta per cento cresce nelle vigne, a partire da maggio è sottoposta a frequenti sarchiature: ciò fa sì che apparentemente si abbiano due fioriture separate. Per l’attribuzione dei valori di interesse apistico la fioritura è stata considerata unica.
Nell’incolto ai bordi della macchia è sporadica. L’appetibilità per il nettare ed il polline è identica a quelle che presenta nella fascia coltivata in Primavera (3).
Apporta al miele medio del Cònero quasi il 20% del totale!
Diplotaxis tenuifolia (L.) DC.
H scap – Sub-Medit.-Subatl.
Specie poco comune negli incolti tra i campi. Appetibilità quasi discreta per il nettare ed il polline (3), entrambi in prima mattina. Fioritura lunga.
Nel pascolo è ugualmente poco comune. L’appetibilità nel complesso è scarsa per il nettare (I), in prima mattina, e rara per il polline (r), a prescindere dall’ora di osservazione. In realtà, la prima parte della fioritura è ignorata dall’insetto, mentre durante la seconda si hanno valori di quasi normalità (2) e di scarsità (1), rispettivamente per il nettare ed il polline. Infine, và detto che anche in questo caso la fioritura si protrae a lungo.
Sinapis alba L. subsp. alba
T scap – E-Medit. (?)
Molto frequente nella fascia coltivata, sulle siepi e un po’ ovunque. Mostra un interesse ottimale per il nettare (4) e discreto (3) per il polline, nelle ore tarde della mattina (Fig. 6).
Molto comune anche negli incolti ai limiti della macchia. L’appetibilità è discreta per il nettare (3), mentre le visite sono rare per il polline (r), in tarda mattinata.
Rapistrum rugosum (L.) Arcang. subsp. rugosum
T scap – Euri-Medit.
E’ coltivato sempre meno di frequente. Interesse discreto per il nettare (3) e normale per il polline (2) in tarda mattina, essendo nullo o discreto (3) per quest’ultimo, a seconda degli anni considerati. Presenta una seconda fioritura autunno-vernina. L’appetibilità riscontrata è nulla in tal caso (osservazioni in sola tarda mattina, data la stagione).
Raphanus raphanistrum L. subsp. landra (DC.) Bonnier et Layens
T scap – Euri-Medit. divenuta Circumbor.
Fascia coltivata: è poco comune ai bordi dei campi. L’interesse apistico è discreto in tarda mattina per il nettare (3), mentre è scarso in prima mattina per il polline (1).
Pascolo: poco frequente. Valori di scarsità per nettare e polline (1) nella tarda mattina. Da notare la lunga fioritura.
Incolto limitrofo al bosco di Leccio: poco comune. Interesse scarso (1) per il nettare. Và detto che, a seconda delle annate, si è passati da visite rare (r) in tarda mattinata a normali (2) e in prima mattina.
RESEDACEAE
Reseda phyteuma L. subsp. phyteuma
T scap (H scap) – Euri-Medit.
Infesta sporadicamente le colture.
L’appetibilità registrata circa il nettare è discreta (3) e relativa alla prima mattina.
Reseda lutea L. subsp. lutea
H scap (T scap) – Europ.
Poco frequente nei terreni abbandonati della fascia coltivata. Valori discreti per la bottinatura relativa al nettare e al polline (3), con continuità durante tutta la mattina.
Pascolo: anche qui la specie è poco frequente. Valori normali per nettare e polline (2) in tarda mattina. Và segnalata la sua lunga fioritura.
Incolto esterno alla Lecceta: poco comune. Visite rare per nettare e polline (r) in prima mattina ma solo all’inizio della fioritura (++0).
Dà un piccolo contributo al miele del Cònero con l’1,75 % medio.
CRASSULACEAE
Sedum acre L.
Ch succ – Europ.-caucas.
Sporadicamente presente sui tetti delle case coloniche. Le bottinatrici di nettare vi si recano discretamente (3) nelle ore tarde della mattina, anche se tale valore è relativo alla fine della fioritura (0++), non essendoci visite in piena fioritura.
ROSACEAE
Rubus sp.pl.
NP
Nella fascia coltivata è molto comune, tanto da rivestire intere siepi e incolti. E’ una discreta fonte di nettare (3) durante la tarda mattina e normale fonte di polline (2) durante tutto l’arco di quest’ultima (Fig. 7 ).
Nel pascolo è comune. Valgono le stesse considerazioni ricavate nel coltivato circa il nettare (3); quanto al polline, 1’appetibilità è discreta (3) nelle ore più calde.
La macchia: molto comune al margine. L’attività delle api è nella norma per il nettare (2) e lievemente maggiore per il polline (2) nella tarda mattina.
E’ il polline più rappresentato nel sedimento medio del miele del monte, con quasi il 26%!
Rosa canina L. var. canina (?)
NP – Paleotemp.
Rara nell’area del pascolo. Le bottinatrici di polline vi si concentrano scarsamente (1) nelle ore più fresche.
Pyrus communis L.
P scap
Viene coltivato ma poco di frequente. Appetisce le api con valori discreti (3), sia per nettare che per polline, in tarda mattina. Nelle due annate principali di osservazioni, sono state notate bottinatrici di nettare che contemporaneamente raccoglievano anche polline – cosa, questa, particolarmente infrequente. A parte questo caso, infatti, le bottinatrici di nettare e polline raccolgono questo ultimo sempre “passivamente”, imbrattandosene cioè mentre lambiscono il nettare per poi spazzolarlo e appallottolarlo in volo, tra un fiore e il successivo.
Malus domestica (Borkh.) Borkh.
P scap
Nella fascia coltivata lo si ritrova poco di frequente. L’appetibilità si dimostra normale per il polline (2) nelle ore tarde.
Crataegus monogyna Jacq. subsp. monogyna
P caesp (P scap) – Paleotemp.
Poco comune nelle siepi della fascia coltivata. E’ appetito dalle api in modo discreto, sia per nettare che per polline (3); non c’è differenza nell’ “orario”.
Prunus persica (L.) Batsch
P caesp/P scap – Asia or.
Coltivato poco di frequente soprattutto negli orti. Interesse normale per il nettare (2) e scarso per il polline (1) nella tarda mattina a causa della stagione di fioritura.
Prunus dulcis (Miller) D. A. Webb
P scap – S-Medit. (?)
Lo si nota qua e là, sporadico, tra i campi e anche al loro interno. Mostra una appetibilità normale per il nettare (2) e scarsa per il polline (1), in tarda mattina ovviamente, ma solo all’inizio della fioritura (++0): poi le api sembrano disinteressarsene.
Prunus dulcis (Miller) D. A. Webb (var. selvatica)
P scap – S-Medit. (?)
Come per il Prunus dulcis (Miller) D.A. Webb.
Prunus armeniaca L.
P scap – Asia centr.
Nel coltivato è poco comune. Le api lo visitano normalmente per il nettare (2) e scarsamente per il polline (1), in tarda mattina, vista l’epoca di fioritura.
Prunus domestica L. subsp. insititia (L.) Bonnier et Layens
P scap (P caesp) – Origine incerta
Sporadico negli incolti e sulle rupi tra il coltivato. Per l’interesse apistico vedi Prunus persica (L.) Batsch.
Prunus avium L. subsp. avium
P scap – Pontica (?)
Coltivato poco di frequente attorno alle case coloniche. L’appetibilità è normale per il nettare (2) e scarsa per il polline (1) nella tarda mattina.
Prunus cerasus L.
P scap – Pontica (?)
Anche questo fruttifero viene coltivato, e poco di frequente, attorno alle case coloniche. Nella tarda mattina è visitato discretamente per il nettare (3).
LEGUMINOSAE
Cercis siliquastrum L. subsp. siliquastrum
P scap – S-Europ. – W-Asiat. (Pontico)
L’Albero di Giuda è raro e lo si ritrova nell’incolto esterno della macchia mediterranea. Nella tarda come anche nella prima mattina vi viene raccolto normalmente il nettare (2); nella tarda, lo stesso interesse lo suscita il polline (2).
Cytisophyllum sessilifolium (L.) O. F. Lang
P caesp – SW-Europ.
Lo si scorge poco frequentemente nelle pendici incolte tra i campi. Le bottinatrici di nettare e polline vi si recano raramente (r) nelle ore più tarde.
Spartium junceum L.
P caesp – Euri-Medit.
La ginestra è molto comune in tutti gli incolti assolati tra gli appezzamenti coltivati. Sembra che il calice troppo lungo impedisca alle api di raggiungere i nettàri. In effetti, nonostante attente osservazioni durante tutto il periodo di fioritura e per più anni, è stata notata una sola ape bottinarvi nettare (r), nella prima mattina e all’inizio della fioritura (++0). A Sirolo, tempo fa veniva venduto “Miele di ginestra” …………….. .
Robinia pseudoacacia L.
P caesp/P scap – Nordamer.
Infesta comunemente le siepi tra i campi. Le bottinatrici di nettare vi si recano discretamente (3) a prescindere dall’ora.
La presenza è un po’ minore sulle pendici incolte limitrofe alla macchia. L’appetibilità per il nettare è qui normale (2) durante la prima mattina.
Astragalus monspessulanus L. subsp. monspessulanus
H ros/H scap – Euri-Medit. (baricentro occid.)
La sotto-specie è poco comune nel pascolo. L’appetibilità è sui valori di rarità per il nettare (r) nella prima mattina, ma è relativamente all’inizio della fioritura; poi le api se ne disinteressano.
Bituminaria bituminosa (L.) C. H. Stirt.
H scap – Euri-Medit.
All’interno della vegetazione dei coltivi è da ritenere poco comune, tra gli incolti. Rare visite per la secrezione del nettare (r) in tarda mattina. Il dato è riferito all’iniziofioritura (++0), poi le api la trascurano.
Pascolo: è comunemente diffusa. Visite rare per nettare e polline (r) nelle prime ore.
Comune nella gariga. Visite rare per il nettare (r) nelle prime ore.
Vicia villosa Roth subsp. varia (Host) Corb.
T scap (H bienn) – Euri-Medit.
E’ piuttosto rara nelle pendici incolte tra i campi. Le api ne sono ottimamente attratte sia per il nettare che per il polline (4) nelle ore tarde della mattina.
Vicia pseudocracca Bertol.
T scap – Steno-Medit.
Nel pascolo è rara. Presenta all’osservatore un’appetibilità discreta se ci si riferisce al nettare (3), scarsa circa il polline (1), nella prima mattina e tarda mattina rispettivamente.
Nell’incolto compenetrato alla macchia è ugualmente rara. In prima mattina al nettare compete un’appetibilità ottima (4) mentre le visite per il polline sono rare (r).
Vicia sativa L. subsp. nigra (L.) Ehrh.
T scap – Turan. divenuta Subcosmopol.
Poco comune nei campi abbandonati della fascia coltivata. L’insetto prònubo la visita scarsamente e nelle prime ore della mattina, per ricavarne nettare (1). In un paio di occasioni sono state osservate api bottinarvi nettare dai nettàri extrafloreali, nelle ore più fresche. La Letteratura meno recente lo riporta: anzi, secondo quest’ultima, le bottinatrici rinunciano a entrare nel fiore, sempre e comunque.
Vicia sativa L. subsp. macrocarpa (Moris) Arcang.
T scap – Turan. divenuta Subcosmopol.
Zona di osservazione, habitat e interesse apistico identici a V . sativa L. subsp. segetalis (Thuill.) Gaudin.
Ononis spinosa L. s. l.
Ch suffr – Euri-Medit.
Questa leguminosa è sporadica nella fascia coltivata, occupando pendii incolti. Le visite sono rare tanto per l’offerta di nettare che per quella di polline (r) e non sono condizionate dall’avanzare della mattina.
Melilotus officinalis (L.) Pallas
H bienn – Euras. divenuto Subcosmopol.
Poco comune nei pendii incolti tra i campi. Visite discrete per il nettare (3) e scarse per il polline (1) nelle ore più fresche e più avanzate rispettivamente.
Pascolo e incolto esterno alla macchia: specie poco comune. Ottimamente visitato per il nettare (4) e discretamente per il polline (3) nelle ore più avanzate.




