RUBRICA: Flora Apistica del Monte Cònero (AN)
I fiori e le piante visitate dalle api per il nettare, il polline o la melata, nell’area del promontorio anconetano
A mia figlia,
dr.ssa Serena Asci
AUTORI di entrambe le Pubblicazioni:
Walter Asci: Servizio Fitosanitario Marche, AMAP, Servizio Agricoltura, Regione Marche – Ancona
Edoardo Biondi: Dip. di Botanica ed Ecologia, Università di Camerino, (MC) e, poi, Sezione Biologia Vegetale, Dip. Biotecnologie Agrarie ed Ambientali, Università Politecnica delle Marche, Ancona
Anna Gloria Sabatini: Istituto Nazionale Apicoltura (ora in CREA-Gov): Via di Saliceto, 18 – Bologna
Sandro Ballelli: Dip. di Botanica ed Ecologia, Università di Camerino (MC)
Abstract
(Premessa: Integrando le osservazioni in campo dell’attività bottinatrice delle api con il risultato delle analisi melisso-palinologiche di AG Sabatini, sono stati ottenuti due lavori: “Flora apistica, alimentazione annuale dell’ape e produzione di miele nell’Area del Monte Cònero” e un approfondimento intitolato: “Flora apistica del Monte Cònero”.)
I lavoro
E’ stata osservata l’alimentazione dell’ape durante tutto l’anno e per più anni: circa 200 taxa sono risultati visitati, tra nettare e/o polline.
Gli aspetti metodologici sono stati particolarmente curati. Studiata una tipologia vegetazionale importante: la Macchia Mediterranea presente sul Monte .
Le modalità di osservazione:
- Costituito un grosso Erbario con le piante visitate (circa 450 campioni), arrivando a determinarne spesso la varietà botanica;
- Le osservazioni sono state condotte studiando la variazione oraria nell’appetibilità e le fasi fenologiche della fioritura, per i 3 alimenti: nettare, polline e melata, di ogni singola specie botti nata;
Analisi polliniche sui campioni dei raccolti in miele di più apiari, ripetute per 11 anni.
Con i dati delle analisi i taxa sono stati raggruppati per aspetto morfologico (struttura delle vegetazione), ricavandone interessanti risultati.
Sono stati còlti aspetti inediti, con le osservazioni: per esempio la bottinatura notturna di melata di Ulmus minor canèscens.
Analisi polliniche:
- individuati i granuli pollinici sempre presenti nei raccolti degli apiari del Cònero;
- Stabilito che la Biodiversità floristica dell’area del Monte viene notevolmente rafforzata dalle api;
- Dimostrata l’importanza delle siepi come vitale fonte di cibo per l’imenottero.
Nelle Conclusioni sono stati proposti spunti per la gestione floristico-vegetazionale delle risorse botaniche nel Parco del Cònero.
II lavoro
Consultare, a titolo di esempio, lo schema standard che è stato applicato per descrivere ogni taxa della Flora apistica (Vedi Presentazione).
Presentazione
Osservazioni in campo dell’attività bottinatrice dell’imenottero durante le quattro stagioni: presentazione dei risultati di una ricerca di diversi anni.
Per Dediche, Abstract, Introduzione, Materiali e Metodi, Risultati e Discussione, Conclusioni, Ringraziamenti e Bibliografia: consultare altra pubblicazione, parallela: “Flora apistica, alimentazione annuale dell’ape e produzione di miele nell’area del Monte Cònero (AN)”. (e per Figg. 1 a-d, 2 e 3).
SCHEMA di ogni taxon apistico
FAMIGLIA
Genere specie autore subsp. var.
Nome volgare – Nome locale
Forma biologica – Gruppo corologico
Fioritura: VI-VII
Vegetazione dei coltivi: diffusione del taxon. Appetibilità massima riguardo il nettare, polline o melata; parte della mattina in cui l’appetibilità è risultata massima. Altri dati ritenuti utili per definire l’”interesse apistico” della pianta [sempre sulla base delle osservazioni in campo].
Vegetazione del pascolo arido: diffusione. Appetibilità massima per N, P, M, etc.. Altri dati, etc.
Macchia mediterranea: diffusione. Appetibilità massima, etc. etc. .
►Analisi melisso-palinologiche: eventuale contributo %.le al raccolto medio di miele del Cònero.
Flora Apistica del Monte Cònero (AN)
SALICACEAE
Salix alba L. subsp. alba
P scap – Paleotemp.
Comune nella fascia coltivata, lungo gli argini dei fossi. Le api vi raccolgono normalmente polline (2), nella prima mattina. L’osservazione è relativa alle piante di sesso maschile (Fig. 4).
Quelle femminili, nonostante la letteratura le riporti appetite per il nettare (RICCIARDELLI D’ALBORE e PERSANO ODDO, 1978; FOSSATI, 1971), non sono mai risultate visitate.
FAGACEAE
Quercus ilex L. subsp. ilex
Leccio – “Quercia marina”
P scap (P caesp) – Steno-Medit.
Fioritura: aprile
Il leccio è ovviamente molto comune nella macchia mediterranea. Il polline vi è raccolto normalmente dalle bottinatrici (2), nelle ore più fresche. Forse l’interesse è anche maggiore, visto che l’unico dato di cui si dispone è relativo all’inizio della fioritura (++0).
Quercus pubèscens Willd. (Cfr.)
P caesp/P scap – SE-Europ. (subpontica)
Comune ai margini delle strade tra gli appezzamenti coltivati. E’ visitata normalmente (2) per il polline, nella prima mattina.
Quercus virgiliana (Ten.) Ten. (Cfr.)
P scap/P caesp – SE-Europ. (Pontica)
Stessa zona di osservazione, habitat e interesse apistico di Quercus pubèscens Willd. (cfr.). Un’ape al lavoro è stata colta nella Fig. 5.
ULMACEAE
Ulmus glabra Hudson
P scap – Europeo-Caucas
E’ da considerarsi sporadicamente presente nelle aie delle case coloniche. Notata appetibilità normale per il polline (2), nella tarda mattina.
Ulmus minor Mill. subsp. canèscens (Melville) Browicz et Ziel.
P caesp/P scap – E-Medit.










